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Educazione-InFormazione

Inforum Soci

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L’Inforum Soci è un evento formativo organizzato periodicamente da Ctm Altromercato per trattare argomenti fortemente legati al Commercio Equo e Solidale ed è rivolto ai rappresentanti delle Botteghe del Mondo socie di Ctm Altromercato. L’edizione 2012 si è tenuta a Rimini nei giorni 11 e 12 febbraio per presentare il contesto dal quale trae ispirazione la futura Campagna del Consorzio, con riferimento anche all’attuale crisi economica e sociale internazionale e agli effetti della stessa sull’agricoltura e sul mondo rurale.

Anche noi di Mappamondo abbiamo partecipato e tutto si è svolto attraverso il contributo di rappresentanti del Consorzio Ctm Altromercato, la partecipazione di testimoni e studiosi esterni al Fair Trade ma connessi all’economia sociale e a quello di un rappresentante dei produttori del sud del Mondo legati ad Altromercato.

Abbiamo così pensato di proporvi delle sintesi degli interventi maggiormente significativi per poter così condividere l’importanza del momento formativo/informativo e magari fornire anche possibili spunti di approfondimento. Riportiamo di seguito un indice degli interventi che abbiamo pensato di proporvi di settimana in settimana in modo da fornirvi un’idea complessiva dei temi che tratteremo:

Andrea Segrè – L’altra faccia della Crisi : agricoltura e mondo rurale;
Filippo Taddei – Le ragioni dell’attuale crisi economica;
Giulio Marcon – La critica dell’economia sociale alle ricette dell’economia tradizionale;
Maria del Càrmen Asitimbay – Il Commercio Equo alla prova della crisi;
Maria Moretti – Il prezzo equo di fronte ai mercati agricoli: andamento, criterio e prospettive.

Il primo intervento che abbiamo pensato di riportarvi è quello di Andrea Segrè, Presidente della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna e promotore del Last Minute Market. Il suo intervento è iniziato con l’affermazione per la quale l’attuale crisi economica è derivante dalla cultura dell’acquisto incontrollato e dello spreco, da un sistema così “anticipato” di impiego delle risorse che, a sua volta, è ben collegato anche al debito ecologico e all’uso rapido delle risorse scarse.
Secondo Andrea Segrè, “malgrado siano decenni che vengono affrontate tematiche legate alla salvaguardia dell’ambiente e alla necessità di risparmiare risorse scarse, non ci siamo ancora resi conto dell’impellente necessità di invertire rotta rapidamente altrimenti diventerà impossibile uscirne”. Per Segrè, tra i vari interventi che potrebbero contribuire ad un’inversione di rotta rispetto ad un mercato costruito sull’accumulazione, sul consumo, sullo spreco, la diseguaglianza e l’esclusione potrebbe esserci quello del Last Minute Market.
Tale pratica, implementata in 44 comuni italiani, parte dal presupposto secondo il quale è possibile invertire questo modo negativo di gestire gli scambi attraverso un meccanismo che permetta a chi ha un surplus, rappresentato da un bene che non viene venduto e che quindi costituirebbe per lui una perdita sia per la mancata vendita che per i costi da sostenere per smaltire il prodotto invenduto, di donare tale bene a chi ne manifesta il bisogno. Se c’è infatti chi è disposto a consumare il bene invenduto perché registra un deficit dello stesso, il costo per chi registra il surplus può azzerarsi. E’ l’applicazione del principio per il quale meno per meno fa più.
A tale meccanismo viene applicata la teoria dei giochi e il modello del “tutti vincono”. Il meccanismo risulta essere abbastanza complesso ma il Prof. Segrè e la sua equipe stanno cercando di mettere a punto un processo conveniente per tutti attraverso, ad esempio, il tentativo di far recuperare l’iva ai commercianti che donano i prodotti invenduti proponendo alle amministrazioni locali un risparmio per loro sulla tassa dei rifiuti. Per la riuscita del meccanismo del Last Minute Market da non sottovalutare risultano essere le valutazioni di impatto: è necessario, ad esempio, che i prodotti non vengano distribuiti oltre i 12 km in modo tale da abbattere l’inquinamento ambientale e i costi di trasporto.
Il meccanismo del Last Minute Market opererebbe a tre livelli:
permette di recuperare ciò che diversamente verrebbe smaltito allungando la vita del prodotto;
permette di nutrirsi a chi riceve il prodotto;
permette di attivare un valore di relazione tra il donatore (azienda agricola, supermarket, etc) e il beneficiario; l’impresa profit che incontra il no profit.

Nel 2050, ha riferito il Prof. Segrè, saremo 7 miliardi e per questo è necessario che l’economia reale torni ad essere protagonista dell’intero sistema economico perché sarà necessario produrre cibo per tutti. Ciò che dobbiamo chiederci è che tipo di economia reale vogliamo.